Associazione Silvia Procopio
American Heart Association
ACC Meeting

Effetto della infusione intra-arteriosa di cellule del midollo osseo mononucleate nei pazienti con ischemia degli arti


I pazienti con grave ischemia degli arti non possono beneficiare di interventi terapeutici convenzionali.
Studi clinici pionieristici suggeriscono che la terapia con cellule derivate dal midollo osseo sia in grado di migliorare la neovascolarizzazione, la perfusione tissutale e impedisca l'amputazione.

Uno studio ha determinato se l'infusione intra-arteriosa ripetitiva di cellule mononucleate del midollo osseo ( BMMNC ) nei pazienti con grave ischemia degli arti non-rivascolarizzabile possa prevenire una amputazione maggiore.

JUVENTAS ( Rejuvenating Endothelial Progenitor Cells via Transcutaneous Intra-arterial Supplementation ) è uno studio randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, effettuato su 160 pazienti con grave ischemia degli arti non-rivascolarizzabile.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a infusione intra-arteriosa ripetitiva ( 3 volte; intervallo di 3 settimane ) di BMMNC o placebo.

Non sono state osservate differenze significative per l'endpoint primario, vale a dire amputazione maggiore a 6 mesi, con tassi di amputazione maggiore del 19% nel gruppo BMMNC vs 13% nel gruppo placebo ( rischio relativo, RR=1.46 ).

L’endpoint di sicurezza ( mortalità per tutte le cause, insorgenza di tumori maligni, o ospedalizzazione dovuta a infezione ) non è risultato significativamente differente tra i due gruppi ( RR=1.46 ), né lo è stata la mortalità per tutte le cause a 6 mesi con il 5% vs 6% ( RR=0.78 ).

Gli endpoint secondari di qualità di vita, dolore a riposo, indice caviglia-braccio e pressione dell'ossigeno transcutanea sono migliorati durante il follow-up, ma non ci sono state differenze significative tra i due gruppi.

In conclusione, l'infusione intra-arteriosa ripetuta di cellule mononucleate di midollo osseo autologhe nell’arteria femorale comune non ha ridotto i tassi di amputazione maggiore nei pazienti con grave ischemia degli arti non-rivascolarizzabile rispetto al placebo.
Il miglioramento generale degli esiti secondari durante il follow-up sia nel gruppo cellule mononucleate sia nel gruppo placebo sottolinea il ruolo essenziale di un disegno di studio controllato con placebo nelle sperimentazioni future. ( Xagena2015 )

Teraa M et al, Circulation 2015;131:851-860

Cardio2015



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