Associazione Silvia Procopio
Aggiornamenti su Malattie del circolo polmonare
American Heart Association

Infusione intracoronarica di cellule derivate dalle cardiosfere per la rigenerazione cardiaca dopo infarto miocardico


Le cellule derivate dalle cardiosfere ( CDC ) riducono l’area cicatriziale dopo infarto del miocardio, aumentano la porzione di miocardio disponibile e sollecitano la funzione cardiaca in modelli preclinici.

Uno studio ha valutato la sicurezza di tale approccio in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto del miocardio.

Nello studio prospettico e randomizzato CADUCEUS ( CArdiosphere-Derived aUtologous stem CElls to reverse ventricUlar dySfunction ), sono stati arruolati pazienti 2-4 settimane dopo infarto del miocardio ( con frazione di eiezione ventricolare sinistra di 25-45% ) in 2 Centri negli USA.

Un Centro indipendente per il coordinamento dei dati ha assegnato i pazienti in un rapporto 2:1 a ricevere cellule derivate da cardiosfere o cure standard.

Per i pazienti assegnati a ricevere cellule derivate da cardiosfere, cellule autologhe cresciute da campioni di biopsia endomiocardica sono state infuse nella arteria correlata all’infarto 1.5-3 mesi dopo l’infarto miocardico.

L’endpoint primario era la proporzione, a 6 mesi, di pazienti deceduti per tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare o decesso improvviso inatteso o che avevano avuto infarto del miocardio dopo infusione delle cellule, nuova formazione di tumore cardiaco in risonanza magnetica o un evento avverso cardiaco maggiore ( MACE; composito di decesso e ricovero in ospedale per scompenso cardiaco o recidiva di infarto miocardico non-fatale ).

Sono stati inoltre valutati gli endpoint preliminari di efficacia alla risonanza magnetica a 6 mesi.
Nel periodo 2009-2010, 31 pazienti eleggibili sono stati assegnati in maniera casuale ai trattamenti dello studio e 25 sono stati inclusi in una analisi per-protocollo ( 17 al gruppo cellule derivate da cardiosfere e 8 a cura standard ).

Il valore basale medio di frazione di eiezione ventricolare sinistra è stato del 39%, e la cicatrice ha occupato il 24% della massa ventricolare sinistra.

I campioni bioptici hanno prodotto la dose prescritta di cellule entro 36 giorni.

Non sono state riportate complicazioni entro 24 ore dall’infusione delle cellule derivate da cardiosfere.

A 6 mesi, nessun paziente era deceduto, aveva sviluppato tumori cardiaci o era andato incontro ad eventi avversi cardiaci maggiori nei due gruppi.

Quattro pazienti ( 24% ) nel gruppo cellule derivate da cardiosfere hanno presentato gravi eventi avversi, contro 1 paziente del gruppo controllo ( 13%; p=1.00 ).

Rispetto ai controlli a 6 mesi, le analisi di risonanza magnetica dei pazienti trattati con cellule derivate da cardiosfere hanno mostrato riduzioni nella massa cicatriziale ( p=0.001 ),aumenti nella massa cardiaca disponibile ( p=0.01 ) e nella contrattilità regionale ( p=0.02 ) e a ispessimento regionale della parete sistolica ( p=0.015 ).

Tuttavia, cambiamenti nel volume telediastolico, nel volume telesistolico e nella frazione di eiezione ventricolare sinistra non hanno mostrato differenze tra i gruppi a 6 mesi.

In conclusione, lo studio ha dimostrato che l’infusione di cellule derivate da cardiosfere autologhe dopo infarto del miocardio è sicura, sostenendo l’estensione di tale terapia a studi di fase 2.
Gli aumenti senza precedenti notati nel miocardio vitale, che erano indicativi di rigenerazione terapeutica, meritano ulteriori valutazioni per meglio definire le ricadute sugli esiti clinici. ( Xagena2012 )

Makkar RR et al, Lancet 2012; 379: 895-904

Cardio2012 Med2012



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